mercoledì 2 novembre 2016

Accoglienza migranti: La posizione degli attivisti del M5S di Mesola

È difficile prendere qualsiasi posizione riguardo all'accoglienza dei migranti richiedenti asilo senza essere additati a seconda come buonisti o come razzisti.
Non si può nemmeno cercare di stare con due piedi in una scarpa e occorre cercare il giusto mezzo.
Chiariamo subito il punto principale, gli attivisti del M5S di Mesola NON sono contro l’accoglienza e auspicano che se verranno accolti profughi aventi diritto sul nostro territorio comunale vengano accolti dalla popolazione locale nel migliore dei modi.
Dobbiamo sempre tenere conto che abbiamo a che fare con persone, con esseri umani che molto spesso fuggono da una realtà aberrante fatta di povertà. Fuggono da territori dove sono all'ordine del giorno guerre civili, lotte per il potere e per il possesso delle materie prime che a noi occidentali tanto fanno comodo.

Gli attivisti del M5S di Mesola, come il M5S nazionale, sono però molto critici sulla gestione di questa emergenza da parte degli organi istituzionali addetti che si confermano ad ogni occasione inadeguati.
La vicenda di Goro insegna come sia facile creare falsi mostri a causa di una macchina amministrativa inefficace e arrogante nei confronti dei cittadini. Macchina che non si preoccupa di come certe situazioni siano delicate ed invece di fare piani preventivi, prendere accordi con le amministrazioni locali, con i suoi cittadini, preferisce imporre, con il potere a loro conferito dal Ministero degli Interni, e a suon di provvedimenti di sequestro, l’accoglienza per questa gente. Creando così diffidenza e paura tra le persone.
Come ha detto il consigliere Dolcetti di Codigoro i sindaci dei comuni limitrofi per primi dovrebbero prendere accordi ma invece si limitano a giocare allo scarica barile, per poi contendersi i migranti per far vedere che loro sono bravi mentre gli atri no. Sono bravissimi a ritrovarsi in giro per il ferrarese ad inaugurare cose insieme a presidenti e consiglieri regionali e non si capisce come mai nessuno sapeva nulla di quello che si andava a fare a Goro.
Forse a molti non interessa ma questa logica delle istituzione ricade in quella dell’industria dell’accoglienza, dove questi disgraziati diventano oro per le cooperative che li gestiscono (vedi mafia capitale) con costi di oltre 1000 € al mese che, contrariamente a quanto pensano molti, non vanno a loro ma alla mafia e ai politici di collegamento. Gravando in tutto sulle tasche e sulla generosità dei cittadini.

Fermi restano i 4 punti, che qua semplifico, sull'immigrazione già proposti lo scorso anno dal M5S:

1.       Restrizione sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria (solo in Italia vengono concessi in massa anche a chi non ha ragioni di chiedere asilo politico o umanitario)

2.       Istituzione di un apparato efficiente per il rimpatrio dei non aventi diritto all’asilo (non è sufficiente dare un foglio di via ad un immigrato illegale e sperare che questo se ne vada da solo)

3.       Istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo (non ha senso che chi non ha diritto all’asilo possa comunque restare in Italia per anni, ovviamente a spese nostre, facendo un semplice ricorso)


4.       Garanzia di una stretta sorveglianza nei luoghi dove i profughi vengono accolti (molti cittadini lamentano che nei luoghi dove i profughi vengono accolti questi hanno comportamenti discutibili e in alcuni casi si sfocia anche nelle molestie)

mercoledì 26 ottobre 2016

I 4 punti sull'immigrazione del M5S (pirla proof)

1. Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l'Italia concede in massa. Da noi quasi un asilo politico su due viene dato a persone che non ne avrebbero diritto secondo i trattati internazionali sui rifugiati, ma che noi accogliamo comunque per "gravi motivi umanitari". Negli altri Paesi europei questo tipo di permessi non esiste o viene usato in misura molto minore, da noi invece con questa motivazione si fanno entrare persone che non dovrebbero, perché? Proprio per alimentare l'industria dell'accoglienza.
2. Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo. Non è ammissibile che anche a quel 40-50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini, perché ci si limita a consegnargli un foglio con scritto "devi lasciare il Paese, fallo tu, ok?". Questo non è un comportamento serio, se uno deve essere espulso deve essere accompagnato alla frontiera e/o caricato su un aereo per il suo Paese di origine, a forza se necessario.
3. Istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo. Non è possibile che uno che non ha diritto all'asilo, anche palesemente, possa restare in Italia per anni semplicemente facendo ricorso contro il provvedimento di diniego dell'asilo, perdipiù a spese nostre perché essendo nullatenente gli avvocati li paghiamo noi. E' giusto dare una possibilità di ricorso per evitare abusi, ma essa segua un suo percorso d'urgenza in modo da venire evasa nel giro di un mese o due e da non dare scuse a chi non ha diritto di stare in Italia.
4. Sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza. Qui a Torino qualche mese fa c'è stato un profugo senegalese che per settimane usciva tutte le mattine alle 5 dal suo ostello (pagato da noi) e andava a rapinare e accoltellare le donne alle stazioni della metropolitana. Dopo 8 rapine violente l'hanno preso, e ci si chiede: ma la cooperativa che gestiva l'accoglienza non si è mai accorta di niente? E' giusto che continui a ricevere fondi pubblici per progetti S.P.R.A.R.? Persino nello S.P.R.A.R. la percentuale di "uscita per integrazione" è meno di un terzo, almeno due terzi escono senza avere la minima speranza di mantenersi e di fatto vanno a vivere in ghetti nelle fabbriche abbandonate e/o diventano manovalanza per la criminalità organizzata.